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  • Uomo ragno: nessuna via per casa

    foto della foto

    Sabato scorso sono stato al cinema a vedere Spider-man: no way to home. In realtà ci sono andato solo perché mio figlio minore (Gabriele) aveva organizzato coi suoi amici e uno di loro ha dato buca. In effetti non ero per niente entusiasta di questa scelta, per me l’unico Spider man è Toby McGuire (pensavo di non aver nemmeno visto i primi due titoli di questa nuova serie, ma poi riguardando il primo mi sono ricordato che in effetti lo avevo visto e poi dimenticato). Il posto scelto è ormai il nostro solito The Space, che oltre a belle sale ha anche sei colonnine di ricarica (tre occupate e due guaste, ho dovuto parcheggiare un po’ stretto ma almeno l’ultima funzionava).

    Dunque il film inizia un po’ moscio e con l’impressione di guardare l’ennesima puntata di una serie di telefilm in forma di film degli Avengers. La svolta è quando la trama vira su una questione di universi paralleli, con la comparsa di alcuni “villani” di altre serie (in realtà per la seconda serie non saprei riconoscerli, non l’ho vista oppure l’ho vista e l’ho rimossa, vedi sopra). A un certo punto c’è il colpo di scena (probabilmente non tanto per chi ha seguito trailer e anticipazioni, quindi per me sì) dell’arrivo appunto del Peter pennellone della seconda serie. A quel punto ho iniziato a sperare e in effetti poco dopo è arrivato Peter/Toby e da quel punto per me il film è diventato un filmone. Sono andato via soddisfatto e non posso far altro che raccomandarne la visione (e occhio, perché le featurette dopo i credits sono addirittura due).

  • Nuovo computer fisso

    Era passato un bel po’ di tempo dal mio ultimo upgrade (quattro anni, per la precisione) e quindi ho deciso che era di un computer nuovo. L’idea era quella di fare un salto ai 32GB di RAM, ma purtroppo questo mi tagliava fuori dal mio solito campo di ricerca (i netbook Dell), a meno di non avere un contatto personale (so di colleghi che sono riusciti a procurarsi un Vostro in questo modo). Alla fine ho deciso per una svolta epocale, dettata anche dal fatto che il mio tempo di utilizzo è ormai al 95% casalingo: passare al fisso. Ho quindi optato per un mini-pc, in particolare per lo Shuttle che potete vedere in foto durante l’installazione di Ubuntu 21.10 Impish Indri, con una mia mano per dare un’idea delle proporzioni. Questo mi consente, come di consueto, un’installazione pulita, mantenendo sul vecchio portatile tutto ciò che eventualmente mi serve di recuperare. Devo anche dire che ormai tengo gran parte di documenti e backup su mega.nz, il che mi facilita parecchio migrazioni come questa.

    La procedura post-installazione si è dunque limitata a:

    • copiare le mie configurazioni di ssh
    • copiare i miei eseguibili personalizzati da /usr/local/bin
    • riconfigurare phpstorm
    • copiare le mie chiavi gpg
    • installare alcuni programmi non predefiniti (meld, gimp, chrome)
    • copiare file non versionati (hook di git, configurazioni)

    Ho trovato un po’ di difficoltà a riconfigurare phpstorm (credevo salvasse online le personalizzazioni, ma forse ricordavo male), ma poi sono riuscito a esportare il mio tema e a reimportarlo. Ho dovuto anche riconfigurare alcune combinazioni di tasti che ormai sono abituato a usare.

    Ho scoperto subito che, mea culpa, durante la procedura online di personalizzazione del computer ho dimenticato di inserire un modulo wifi/bluetooth (forse lo davo troppo per scontato). Ho provveduto subito a ordinarlo a parte, dovrebbe arrivare lunedì, e per ora devo rinunciare a usare gli ottimi Pixel buds. Sono anche riuscito a riusare il piccolo schermo portatile in foto, per ricreare quel doppio schermo sovrapposto a cui ero ormai abituato. Per il resto non posso certo lamentarmi di niente: questa macchina è silenziosissima, non scalda praticamente niente ed è molto reattiva (e ci mancherebbe pure che non lo fosse).

    Prezzo di acquisto: 966,90€ + IVA e spedizione, più o meno in linea con quanto spendevo con Dell.

  • Vacanze toscane 2021

    Quest’anno siamo stati indecisi per un po’ di tempo se andare al mare o in montagna. Inizialmente eravamo propensi per il mare e abbiamo per un po’ vagheggiato di andare sull’Argentario. Poi abbiamo aspettato un po’ troppo e il villaggio che avevamo puntato non ci convinceva molto, per cui alla fine abbiamo deciso di fare una vacanza “cittadina”, sulla stregua di quella del 2015, ma più ristretta territorialmente. La scelta della località di base è ricaduta su Chianciano, località che avevo sentito nominare alcuni anni fa, quando la convention nazionale di Star Trek la scelse come alternativa all’ormai classica Bellaria.

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