L’altro ieri stavo guardando una delle poche partite di pallacanestro visibili su reti normali (non satellitari, per intenderci), gli europei. Bell partita e un Alex Righetti in gran forma, ma quello di cui volevo parlare era altro. In una delle numerose interruzioni pubblicitarie, c’è lo spot del Kinder. Poco male, penso io, è il main sponsor della nazionale. Solita tiritera, un colpo al cerchio ed uno alla botte: mamma guarda c’è tanto latte, bimbo guarda c’è (ahimè, poco) cacao. Poi, alla fine, lo shock. Stacco sulla confezione. Il bambino in primo piano sulla confezione. Non è lui. Non è più lui. Ma come? Quello che era ormai un mito, di cui si narravano epiche leggende, che non fosse mai invecchiato, o al contrario che fosse ormai così vecchio che suo figlio poteva stare al posto suo. Niente. Non c’è più. Al suo posto un bimbo moderno, col gel nei capelli.
Dovrò parlare di questo alla mia amica che lavora in pubblicità.

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la caduta di un mito
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Codice Da Vinci
La settimana scorsa ho letto il libro di Brown.
Sì lo so: avevo appena iniziato Dirk Gentley. Ma l’ho dovuto temporaneamente accantonare, avevo questa opportunità del libro in prestito (grazie Massimo) e non ho saputo resistere alla curiosità.
Che dire? A me il libro è piaciuto. Non sono certo il più adatto a fare una recensione, ma basta googlare un po’ e se ne trovano di interessanti (occhio: quelle sul sito dell opus dei spoilerano di brutto).
Non sto qui neanche a dire quello che mi è piaciuto, non mi piace spoilerare (non sono numerario né sovrannumerario dell’opus dei!).
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