Big hero 6

Ieri sono andato al cinema con figli, un fratello e un nipote. Il film/cartone era Big Hero 6, su proposta del suddetto fratello. A me in realtà l’idea non entusiasmava, avendo visto solo qualche pezzo di trailer, ma mi sono dovuto ricredere. La storia ha un’ambientazione futuristica/fantascientifica ed è sicuramente godibile. Il cattivone a un certo punto mi ricordava un po’ Lord Business di Lego Movie (ma chissà se non fosse una citazione…) e in più di una scena ho avuto l’impressione (abbastanza comune con i cartoni recenti) di videogioco (cioè di un’azione da cui si possa ricavare direttamente un videogioco).
Se andate a vedere il film, rimanete a vedere i titoli di coda: noi cinque l’abbiamo fatto, insieme a due sole altre persone (su una sala quasi piena) e siamo stati premiati da una breve scenetta comica.

Supplemento, 25/1/2015: caso probabilmente unico, siamo tornati al cinema per una seconda visione, con la scusa che Francesca aveva mancato la prima. Come sempre, in questi casi si riescono a cogliere molti dettagli in più, non dovendo necessariamente seguire la storia per non perdere il filo. Confermo la prima buona impressione, in alcuni punti mi sono pure commosso (còre de burro).

2014

Oggi è l’ultimo dell’anno ed è tradizione dare uno sguardo ai mesi passati.
Dal punto di vista personale, è stato certamente un anno importante. Già solo il compleanno dei 40 vale per tutto. Ma poi c’è stato anche il mio primo tatuaggio, la mia prima volta a Madrid, ma anche bellissime vacanze estive in Trentino. Purtroppo mi accorgo solo ora, ricontando i post annuali, di aver toccato il mio minimo storico, con solo 20 post quest’anno (e purtroppo l’andamento è al ribasso). Quindi, proposito per il nuovo anno: scrivere di più! Per esempio mi accorgo di non aver bloggato niente sul mio proposito (iniziato con discreto successo, ma sicuramente da portare a termine nel prossimo futuro) di imparare a pattinare.
Uscendo dal piano strettamente personale: quest’anno è arrivato un nuovo cuginetto per i bambini (il terzo) e anche un nuovo cuginetto di secondo grado (l’ottavo). Purtroppo se ne sono anche andati gli ultimi due nonni che mi restavano.
Andando anche sul professionale, devo dire che sono molto soddisfatto della mia continua crescita, che sicuramente continuerà anche prossimamente. Devo anche segnalare che un progettino open source, nato inizialmente solo per “provare a fare qualcosa” a gennaio, è cresciuto bene e a oggi è diventato un progetto interessante e che ha catturato molte attenzioni (parlo di BowerPHP).
Chiudo, come l’anno scorso, con il video creato da Google, che sintetizza un po’ troppo, ma almeno lascia qualche ricordo visivo :)

SymfonyCon Madrid

Ieri pomeriggio sono tornato da Madrid, per cui ero partito mercoledì. Due giornate piene per la conferenza principale dedicata a Symfony, dopo che l’anno scorso avevo dato forfait (Varsavia in dicembre non mi sembrava proprio il massimo), anche se avevo compensato andando alla conf nazionale inglese.
Dunque quest’anno, rispetto ai vecchi e classici SymfonyLive di Parigi, il livello generale si è alzato parecchio. La location era davvero di livello, un hotel immenso e con spazi conferenziali grandissimi, oltre che una cucina abbondante e variegata. I tristi panini della Cité erano veramente un lontano ricordo. Peccato solo che il centro di Madrid non fosse esattamente a portata, per cui siamo dovuti ricorrere ai taxi più di una volta.
A livello di contenuti, invece, ho percepito l’assenza di novità: si vede che l’ecosistema ormai sta tendendo verso la stabilizzazione e questo non è necessariamente un male. Qualche spunto interessante comunque si trae sempre. Anche la presenza “commerciale” era forse un po’ troppo spinta e sicuramente molto più elevata rispetto al passoto.
L’aspetto sociale è stata l’ennesima conferma del punto forte di ogni convention: passare tempo insieme ai colleghi con cui lavori quotidianamente da remoto, rincontrare gli aficionados che vedi solo in queste occasioni, ritrovare qualcuno che avevi conosciuto anni prima e mai più rivisto (o anche chi ormai vive/lavoro lontano) e soprattutto fare nuove conoscenze. Senza prezzo.

La trilogia del secolo

Trilogia del secolo La settimana scorsa ho finito di leggere I giorni dell’eternità, terzo e ultimo libro della trilogia scritta da Ken Follett. Ultimamente la mia nomea di lettore forte è abbastanza in crisi, con una caduta progressiva dal mio record di libri letti (e di pagine) del 2010. Quest’anno potrei addirittura scendere sotto la fatidica soglia dei 12 (quindi di 1 libro al mese), ma per qualsiasi opera di Follett faccio sempre eccezione: queste ultime 1212 pagine sono volate via in poco più di tre settimane. Questo perché Follett ha una superba capacità di caratterizzazione dei personaggi, che poi in questi romanzi storici viene calata in un contesto ricostruito con estrema cura. In realtà avevo un po’ timore che questa terza parte non fosse a livello delle prime due, essendo ambientata durante la guerra fredda, rispetto alle due guerre mondiali, in cui l’autore ha sempre dato il meglio di sé (in particolare nella seconda). Invece mi sono dovuto ricredere, pur sentendo comunque un po’ la mancanza di cattivi molto marcati (ovviamente i personaggi dei nazisti si prestano particolarmente bene e qui mancavano).
Non credo sia un caso se questo autore è l’unico di cui io abbia letto tutte le opere. Aspetterò con impazienza la prossima.

Niente unicorno per me

Dal lontano ottobre 2005, per me primo aggiornamento, sono sempre passato alla versione più recente di Ubuntu, con puntualità (spesso con lieve anticipo). Quest’anno rompo la pluriennale tradizione, perché questo Utopic Unicorn porta veramente troppe poche novità. ubuntu10birthday Sono assolutamente consapevole che questo implicherà mancati aggiornamenti fino al 2016 o, in alternativa, un aggiornamento doppio l’anno prossimo (o triplo, quadruplo, ecc. se successivo). Pazienza.
In compenso, per la ricorrenza del decennale di Ubuntu, il sito ufficiale della comunità ha pubblicato alcune foto di torte. Dalla seconda in poi sono abbastanza improbabili, mentre quella di apertura, bellissima, è quella con cui festeggiai il mio compleanno lo scorso aprile.