Guerre stellari – episodio IX

Ieri sono andato al cinema (The Space, che ha un bel po’ di colonnine di ricarica) a vedere l’ultimo film della nuova trilogia. Confesso di esserci andato per un certo senso del dovere, perché ormai Star Wars fa parte di una sorta di rito collettivo, ultimamente natalizio (i sei film delle precedenti trilogie erano invece usciti tutti in maggio).

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Auto elettrica

L’acquisto di un’auto è per me occasione rara: nella mia vita finora era accaduto solo tre volte:

  • a fine 2000, quando mio padre mi compràò una Fiat Seicento come regalo di laurea
  • a metà 2008, quando l’arrivo del secondo figlio ci costrinse a vendere la Seicento e prendere una Fiesta
  • nel 2012, quando presi una Yaris di seconda mano come auto aggiuntiva
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Aladdin 2019

La settimana scorsa siamo andati, con moglie e figli, a vedere il film in oggetto. Come sapete, si tratta di una specie di remake: una trasposizione in film del noto cartone degli anni ’90.

Dunque, il film è apprezzabile e abbastanza divertente. La trama è fedele all’originale e si discosta solo per alcuni dettagli, le canzoni sono invece abbastanza diverse (ma purtroppo in alcuni casi soffrono di un labiale palesemente non coincidente). Gli attori non sono male, ma soffrono un po’ di white-washing: non sono molto medio-orientali.

Il problema maggiore, come in tutti i remake, è che è difficile mantenere la sospensione dell’incredulità, dovendo fare continuamente un confronto mentale col predecessore. In questo caso la difficoltà è accentuata dal tentativo di capire il modo in cui sono stati realizzati in film quello che precedentemente era reso in cartone animato.

Ultima nota sulla foto allegata: è abbastanza slegata da questo articolo (ma è stata fatta al cinema prima di entrare). Sarà oggetto di un futuro approfondimento 😉

Europee 2019

Negli anni novanta, quando ero un giovane ventenne squattrinato, mi iscrissi alle liste comunali degli scrutatori, contando di poter guadagnare qualche soldo extra. Effettivamente fui chiamato per alcune elezioni, forse erano le politiche del ’96. Ricordo anche di aver fatto almeno un’altra tornata elettorale, presentandomi al mio seggio e proponendomi come sostituto. Fast-forward ai giorni nostri: mi arriva una convocazione come scrutatore per le elezioni europee, dopo anni di inattività (almeno dal punto di vista scrutatorio, alle elezioni ho sempre votato). Sono stato un po’ indeciso se presentarmi o no, memore della poca corrispondenza tra quantità di lavoro e remunerazione. Alla fine ha prevalso il senso civico e ho deciso di andare.

L’impressione a posteriori è che non sia cambiato poi molto. L’impegno è ripetitivo e lungo nella fase preparatoria e durante la votazione. Lo spoglio non dura tantissimo, ma è noioso e in ora molto tarda (abbiamo fatto quasi le due di notte). Può sembrare banale, ma dipende molto dalla compagnia e quindi da chi ti capita come colleghi scrutatori. Per questa volta devo dire che mi è andata bene. La riuscita dello scrutinio invece dipende largamente dalla bravura del presidente o dalla capacità di un altro membro della sezione di supplirne eventuali carenze (quest’ultimo è stato il caso di questa volta). Pare che questo mio sforzo sarà ricompensato con 70€ ad agosto.