Il secchio ghiacciato (per la SLA)

Apro con un link: Associazione Italiana SLA.

Nei giorni scorsi ho voluto cimentarmi anche io nella pratica dell’auto-gavettone a fin di bene. Meglio noto come Ice Bucket Challenge, in questo periodo ha raggiunto altissimi livelli di viralità e spero sia ricordato per anni a venire.
Ci sono state parecchie polemiche a riguardo. Vorrei dire la mia, in modo sintetico, su un paio di punti. Il primo è che è un’iniziativa con fini benefici. Tutti il contorno, la sfida, la secchiata, il video, sono tutti a contorno. Lo scopo finale è quello di creare consapevolezza, quindi a me sta bene anche chi fa la secchiata e poi non dona (anche se ovviamente sarebbe meglio fare entrambi). Rispetto ovviamente chi dona e non fa la secchiata, ma non vedo in che modo questo possa essere meglio.
Il secondo: ho voluto fare questo gesto non dopo aver visto i video dei VIP (tra l’altro ne avevo visti pochissimi), ma dopo aver visto quello delle persone normali, dei miei contatti e dei loro contatti, magari anche quelli taggati con FAIL, che si sbagliano e si danno il secchio in testa. Mi sono divertito molto a farlo, non ho parlato nel video di SLA perché mi pareva ormai assodato. Questa iniziativa mi ha fatto sentire parte di un grande movimento spontaneo riunito per una buona causa. Dopo essermi asciugato, sono andato sul sito linkato sopra e ho fatto la mia donazione, senza bisogno di metterlo in evidenza.

in bici senza rotelle

Questo weekend ha segnato un evento importante, una di quelle tappe che gli esperti definiscono fondamentali nell’acquisizione dell’indipendenza: imparare ad andare in bicicletta senza rotelle.
Leonardo su questo era un po’ in ritardo, ho un video di settembre 2012 in cui fa le prime pedalate “libere”. D’altronde anche io ho dei ricordi di infanzia di difficoltà in questo tipo di apprendimento, non ricordo a che età raggiunsi il successo, ma mi ricordo che era tardi rispetto agli altri bambini.

Per Gabri sicuramente ha avuto un effetto importante l’emulazione per il cugino Jacopo, che, più o meno coetaneo, ha già imparato da un po’ di tempo e proprio in questo giorni era nostro ospite (siamo anche andati a vedere insieme Dragon Trainer 2, la prima volta in cui vedo un seguito senza aver visto la prima parte, giudizio finale ultra-sintetico: buono).
Abbiamo dunque iniziato con il classico pezzo trattenuto da me o da Francesca, per poi acquisire (come da video allegato) la capacità di pedalare per alcuni tratti. Dopo un tempo (che mi ha stupito per la sua brevità) è stato assimilato anche l’insegnamento relativo alla partenza, che è la parte più difficile.
Ora finalmente Gabri va in bici da solo, e ci sta prendendo gusto.

Trentino 2014

IMG_20140807_133428 Anche queste vacanze sono riuscito a lasciare il computer a casa. Effettivamente ormai si può fare quasi tutto con il telefonino (per esempio scrivere una bozza di questo post ogni tanto, per ricordare cosa abbiamo fatto). Ma probabilmente c’è molta più differenza nella connessione disponibile: mi sarebbe piaciuto fare come il mio amico Lino, che ha scritto una serie di post corredati da foto con cadenza quotidiana durante il suo viaggio nel nord Europa, ma pare che il Trentino sotto questo punto di vista sia ancora arretrato.
Dunque, quest’anno abbiamo voluto bissare la precedente esperienza montanara di due estati fa. Stavolta abbiamo optato per un appartamento trovato a un buon prezzo (circa 1200 euro per due settimane) su airbnb. La mansarda che abbiamo preso era molto carina, in una zona tranquilla di Pozza di Fassa, ma comunque a pochi minuti a piedi dal centro del paese.
Di seguito la cronologia (scritta man mano in bozza)

– sabato 26 partenza da Roma (h. 4.45) arrivo a Pozza (h. 13.45)
– domenica 27 riposo
– lunedì 28 cabinovia Buffaure-Col Valvacin; funivia Vigo-Ciampedie + Pian Pecei e Vajolet 2
– martedì 29 Diano
– mercoledì 30 rientro a Pozza
– giovedì 31 Canazei cabinovia Pecol + tratto a piedi + funivia sasso Pordoi (ritorno in parte a piedi); piscina Dolaondes
– venerdì 1 riposo
– sabato 2 a piedi a Pera Vajolet completo, pranzo a Ciampedie, ritorno a piedi + Vajolet 2 e 1, a casa a piedi
– domenica 3 passeggiata a Moena
– lunedì 4 piscina
– martedì 5 passo San Pellegrino (Ronchi-Le Cune + Costabella)
– mercoledì 6 rifugio Gardeccia (a piedi dopo Vajolet 1 e 2)
– giovedì 7 mercatino Pozza; parco avventura Piciocaa a Pera
– venerdì 8 ripartenza da Pozza (h. 12.00 circa) e arrivo a Roma (h. 19.45)

Abbiamo deciso di anticipare la partenza di un giorno, alla fine due settimane sono probabilmente troppe.
Da notare che il 29 siamo andati a Diano, con rientro il giorno successivo. Purtroppo la domenica precedente è mancata nonna Mariuccia, che aveva ormai 95 anni: non mi sembrava il caso di mancare al suo funerale e quindi abbiamo fatto una scappata (1000 km andata/ritorno).
Negli ultimi giorni poi ci sono venuti a trovare Zio Mimmo e Anna, che abbiamo ospitato per due notti alla bell’e meglio.
Alla fine, rispetto a due anni prima, abbiamo potuto prendere meno la macchina (viaggio a Diano a parte) e fare più passeggiate. Non siamo comunque riusciti a finire i 7 giorni del Panorama Pass, ma in compenso abbiamo fatto anche la piscina (molto bella la prima volta, un po’ troppo affollata la seconda).
Il tempo è stato moderatamente clemente: ha piovuto praticamente tutti i giorni di luglio, ma solo per parte della giornata (la mattina oppure il pomeriggio).
Anche stavolta non abbiamo mancato di frequentare spesso i due parchi giochi di Pozza, mentre una novità è stata il parco avventura, che i bambini hanno gradito molto. La prossima volta però lo voglio fare pure io!
(Tutte le foto su G+, se siete nelle mie cerchie, altrimenti su flickr, ma senza i video)