Pochi giorni mi è stato consegnato il nuovo computer con cui lavoro (a una decina di giorni dall’ordine). Per la terza volta consecutiva, si tratta di un Dell XPS 13, ormai collaudatissimo e sempre aggiornato nei modelli. Purtroppo mi accorgo solo ora di non aver bloggato niente sul mio penultimo (qui invece il terzultimo).
L’upgrade porta in dote un raddoppio di RAM (ora sono a 16Gib), un raddoppio di disco (ora SSD da mezzo tera) e un processore più recente.
La novità grossa di questo modello è Ubuntu pre-installato (in realtà c’era anche alcuni anni fa, poi misteriosamente tolto proprio quando ho avuto il mio penultimo e fortunatamente ora riproposto).
Niente sbattimenti con le partizioni e con l’UEFI, finalmente. Ma soprattutto eventuale assistenza senza rogne (qui ovviamente è necessario un classico gesto apotropaico).
Ho avuto comunque un po’ da fare per far funzionare le mie vecchie chiavi SSH, quindi ho approfittato per cambiarne una, che tra l’altro aveva un vecchio protocollo.
Ho dovuto anche attendere per usare il monitor esterno, perché ormai non c’è più la porta mini-display (sostituita da una USB-C) e quindi ho dovuto comprare un nuovo cavo video.
Ho approfittato di questo cambiamento per cambiare approccio allo sviluppo: per la prima volta, in lunghi anni, ho deciso di non installare il classico stack LAMP: quindi niente Apache e niente MySQL, ho messo solo php-cli (la linea di comando di PHP). Per tutti i progetti, vecchi e nuovi, userò Docker. In realtà avevo già iniziato a usarlo sui progetti più recenti, questo passaggio mi ha fornito la scusa per un backport anche di tutti i progetti vecchi.
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Nuovo portatile
Star Trek Discovery
Non capita spesso di assistere all’uscita di una nuova serie di Star Trek. L’ultima volta è stato oltre quindici anni fa, con un attesa di due anni per la trasmissione in Italia. Tra l’altro fu una serie (Enteprise, per chi non lo ricordasse) che mi deluse parecchio, restando per me all’ultimo posto tra tutte.
Dunque la recente uscita di Star Trek Discovery è stato un evento, ancor di più se si considera la quasi contemporaneità mondiale. Aggiungiamoci la novità di stare su Netflix (novità rispetto alle altre serie Trek, ma ormai quasi uno standard rispetto alle serie in generale) e il quadro è completo.
Come testimoniato dalla foto, stiamo seguendo ogni lunedì le puntate che escono, guardandole tutti insieme in famiglia. L’episodio pilota è stato un “meh”, nella migliore tradizione (voglio dire, quale pilota è mai stato bello? Forse faccio una piccola eccezione per Deep Space 9, che in compenso si perdeva poi per qualche stagione). Quindi ho buone speranze per il futuro. Anche le puntate successive (al momento di scrivere ne abbiamo viste cinque, tre regolari + due del pilot) sono un po’ con alti e bassi (più bassi che alti), ma anche qui non posso fare a meno di fare un confronto con TNG (la mia serie preferita), la cui prima stagione si fa oggi fatica a riguardare.
LL&PTags: startrekCasco Nolan N44 evo
Come avevo promesso nel mio precedente post sulla Hornet, vi parlo un po’ del mio nuovo casco, che ho preso giusto un anno (e pochi giorni) fa. Premetto che il casco precedente (anch’esso Nolan), che avevo da una decina d’anni o forse più, era ormai arrivato: la gomma del rivestimento si era seccata e si staccava. Inoltre in passato mi aveva dato più volte problemi coi nottolini di chiusura della visiera, che si erano più volte staccati da soli durante l’apertura/chiusura. Mi era toccato ricomprarli almeno un paio di volte (e ancora adesso mi è rimasto un gesto automatico di toccarmi il lato del casco dopo una apertura o chiusura). Dunque un annetto fa ho deciso di sostituire l’ormai pensionabile primo casco integrale (in precedenza avevo avuto solo caschi aperti). La mia scelta è caduta sul Nolan N44 evo, consigliatomi da un amico che l’aveva già preso e si era trovato bene. L’ho comprato al Box 40 di Porta Portese, pagandolo 185€. A chi volesse comprarlo consiglio caldamente la prova, perché è risultato più grande del precedente a parità di misura nominale. Ma veniamo ora ai vantaggi:- apertura frontale molto ampia. Ti possono vedere fino alla bocca, ottimo per l’interazione
- mentoniera staccabile (non modulare, occhio). Comodo per esempio quando porto i figli, perché riesco a parlare meglio. Quando sto da solo preferisco sempre l’integrale (anche d’estate)
- visierino parasole. Questa è una killer feature. Utilissimo al posto degli occhiali da sole, si manovra in un attimo (in un paio di attimi coi guanti invernali). Consente addirittura di guidare con gli occhiali da vista senza rinunciare alla protezione dal sole
- sistema di comunicazione integrato. Anche questa è una caratteristica importante, di cui parlo approfonditamente più avanti
Dunque il casco è stato fin da subito usato con grande soddisfazione. Visto che c’ero dopo pochi mesi mi son fatto regalare l’accessorio B1.4, che integra un sistema di comunicazione cuffia/microfono. Il montaggio è un po’ elaborato, io ho trovato alcune videoguide online e ho seguito quelle, con le sole istruzioni è un po’ troppo difficile. L’integrazione è perfetta, tutti i fili restano dentro al casco, compresi i due auricolari. Il microfono invece resta su un’asta flessibile esterna, necessaria vista l’asportabilità della mentoniera, ma non dà troppo fastidio. Il gruppo di controllo è ovviamente sulla parte esterna del casco, ma sporge di poco più di un centimetro e si comanda benissimo. Riesco tranquillamente a usare le mappe del telefono tramite bluetooth, anche se il riconoscimento vocale di Google è un po’ carente quando c’è rumore (insomma meglio fermarsi, dare i comandi vocali e poi ripartire).