Cars 2

Cars2 Ieri sono andato al cinema The Space a vedere Cars 2 con Leo e Gabriele (promemoria per me stesso: non andare a The Space prima dell’orario di inizio, serve solo a guardare 30′ di pubblicità). Per Gabriele era la prima volta al cinema e se l’è cavata abbastanza bene (ma avevo portato il passeggino, che poi mi è effettivamente servito).
Parliamo dunque del film: a me non è piaciuto, ma voglio dargli il beneficio del dubbio, cioè rivederlo in futuro più volte per vedere se sale. La storia è molto diversa da quella del primo film, partendo dall’ambientazione. Se in Cars si giocava tutto tra la differenza grande città/piccolo paese e sull’epica della route 66, ora è tutto giocato sull’Europa (e un po’ sul Giappone), ovviamente in ottica americana. Curioso il fatto che, mentre Francia e Inghilterra sono identificate più che altro dai monumenti delle rispettive capitali, l’Italia sia invece rappresentata da un immaginario posto che è un incrocio tra un paesino del sud e uno della riviera ligure (con tanto di casinò).
Anche i personaggi sono diversi: a parte Saetta e Cricchetto, che sono sempre i protagonisti (anche dei precedenti corti), tutti i comprimari sono sacrificati, probabilmente perché ormai già presentati e caratterizzati. Lo spazio guadagnato è tutto a favore delle spie inglesi, che anzi a tratti sembrano i veri protagonisti, e di cattivi non proprio azzeccati. Nemmeno l’antagonista di McQueen mi ha convinto.

addio signor Pampers

box1 La mia esperienza coi pannolini risale a un paio di decadi fa, quando cambiavo quelli del mio fratellino, e questo mi ha certamente aiutato quando è arrivato Leo (vedi foto). Quando Leo stava per smettere, nell’estate del 2008, nel frattempo era arrivato Gabrielino. Ma ora, proprio in questi giorni, anche lui ha smesso i pannolini notturni (in generale i pannolini da sonno) e posso finalmente separarmi da questi piccoli oggetti colorati e altamente inquinanti. Senza rancore, signor Pampers, magari ci rivediamo quando avrò dei nipotini.

La mia mattinata referendaria

  • 7.40 mi alzo, senza sveglia
  • 7.45 faccio colazione, con il primo figlio che intanto si è alzato
  • 8.03 inforco la bici e mi dirigo al seggio
  • 8.05 arrivato alla scuola, la guardia forestale appena mi vede si offre di guardarmi la bici. Io ringrazio, ma di solito lascio la bici fuori qualsiasi posto, senza patemi (sarà che ormai le bici non le rubano più come ai tempi)
  • 8.08 finalmente voto. Il mio seggio, come la volta passata, non è pronto alle 8. La signora dietro di me è fermamente convinta che questo sia un segno di tutte le cose che non vanno in Italia. Io le spiego gentilmente che secondo me dipende tutto da quanto il presidente di seggio sia organizzato, forte della mia passata esperienza di scrutatore negli anni ’90
  • 8.10 sono a casa. Ho svolto il mio diritto/dovere di cittadino votante. Non so a voi, ma a me questo suscita sempre una certa emozione