L’ippopotamo irsuto

Settimana scorsa ho provveduto all’aggiornamento di Ubuntu, dato che (come sapete dal mio precedente update) in questo periodo non sono più sulle LTS.

Il tutto si è svolto durante la mia pausa pranzo, dunque in meno di un’ora, con la solita noia minore di un necessario intervento manuale per i rari casi in cui il sistema ha bisogno di conferme, tipicamente per chiedere gentilmente se le nuove configurazioni devono sovrascrivere quelle vecchie: in questo caso di solito mi fido e sovrascrivo, tranne per le configurazioni di php, su cui preferisco tenere le mie personalizzazioni (a valle però faccio un diff con la configurazione di dist e aggiusto eventualmente qualcosa).

Il tutto è filato molto liscio, ne ho approfittato per rivedere alcuni servizi che stavano in startup e probabilmente potevano non starci (come virtualbox e chrome-remote-desktop). Questo 21.04 Hirsute Hippo funziona bene e sembra anche un po’ più reattivo, ma effettivamente devo dire che l’aspetto non è cambiato molto (anzi, sembra un po’ tutto uguale a prima). Nessuna nuova, buone nuove.

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