Oggi è l’otto dicembre, quindi si fanno albero e presepe (oltre che gli auguri all’amico Marco)
infortunio
Ci sono episodi che sono evidentemente piccoli nel contesto generale, ma che rispetto ai piccoli gesti quotidiani rivelano una difficoltà non indifferente. È capitato che mercoledì sera prendessi una storta giocando a basket. La mattina successiva, constatato che avevo una specie di melone al posto della caviglia, sono andato al pronto soccorso. Prima visita, lastra per controllare che non fosse rotta, poi bendatura morbida (alla colla di zinco), quindi a casa con una prognosi di sette giorni salvo complicazioni, prescrizione di riposo e di deambulazione con bastoni canadesi (che sarebbero banalmente delle stampelle).
Ora accade che le maledette stampelle si rivelino di un utilizzo tutt’altro che semplice. Dopo alcuni momenti necessari per prendere confidenza con gli attrezzi, ti accorgi che:
– alzarsi/sedersi da soli è un’impresa
– portare un qualsiasi oggetto, anche di dimensioni ridotte, è praticamente impossibile (non avendo le mani libere)
– un tragitto che normalmente sembra fattibile diventa alquanto ostico (l’ambulazione ondeggiante richiede lo sforzo di tutti i muscoli anteriori, dai pettorali agli addominali)
– non puoi più prendere in braccio tuo figlio
– devi farti aiutare in quasi tutto quello che fai… alla fine le uniche cose che puoi fare veramente sono mangiare, leggere e stare al computer.
L’unico problema a cui ho ovviato è relativo alle mani: ho imbottito i manici delle stampelle con della plastica a bolle d’aria, altrimenti sicuramente mi sarebbero già venuti i calli. Ora spero tanto di guarire nel tempo previsto.
in ospedale
House, ER, Grey e altre serie che non guardo… ci danno sempre il punto di vista del medico e quasi ci fanno abituare alla morte. Ma l’altro punto di vista, quello di chi sta in una sala d’attesa ad aspettare che quei medici facciano il loro meglio per salvare qualcuno che conosci, è molto diverso, e non solo perché questa è la vita vera e quella è una finzione televisiva… c’è un misto di grande disperazione e di speranza…
Per ora la speranza sta prevalendo. Possiamo solo aspettare e sperare.